Articolo inserito il 24/11/2008

Situazione della produzione contemporanea persiana

La civilità del benessere è ormai entrata prepotentemente nell'iran moderno. Contrariamente a quanto sta avvenendo in Europa e negli States che stanno vivendo un periodo di involuzione industriale ed economico, l'antica Persia è invece nel suo pieno boom industriale.
Con un fenomeno di crescita dell'immigrazione sconvolgente ed il mercato delle costruzioni in costante aumento, l'iran attira ormai sul suo territorio industrie e capitali stranieri trasformandosi ogni giorno che passa in una realtà postmoderna sempre più lontana dal nostro immaginario e dai ricordi degli stessi persiani. Di fronte a questo progresso.. si conclude ormai l'epopea dei tappeti persiani; fare infatti un tappeto in Iran costa ormai carissimo, sia all'imprenditore che all'artigiano singolo. Il risultato di questo processo socioeconomico è la chiusura inevitabile di tante manifatture storiche, come è stato per Veramin o più ultimamente per Joshagan, oppure il rinchiudersi -ancora una volta- nella ricerca della qualità e della perfezione esasperata creando ancora una volta tappeti extrafini di un'accuratezza assoluta ma che possono esistere solo per pochi, desertificando così ulteriormente il parco della produzione persiana e limitandolo ad un'arte di nicchia. Così, minacciato dal progresso del proprio paese, dalle manifatture imitative cinesi e indiane, dal calo del fabbisogno interno e della domanda esterna dovuta da una crisi del gusto e dell'economia, il tappeto persiano, consapevole del rischio stesso della sua sopravvivenza è ormai aumentato di prezzo in una maniera vertigginosa. Oggi per paradosso, i tappeti persiani costano meno in Italia (i magazzini ne sono stracolmi) che in Persia. Ma proprio questo fenomeno ha ingenerato anche nel nostro paese un nuovo elemento speculativo: l'idea di ricominicare a proporre i tappeti persiani a prezzi nuovamente alti, solo "perchè in Persia i prezzi sono aumentati".
E' una strategia che lascerà il tempo che trova, perchè la crisi del tappeto persiano ha problematiche ben più profonde e ben più radicate, interconnesse con i cambiamenti del mondo stesso, e che non possono venir risolte con l'ennesimo aumento del prezzo. Si può anzi onestamente presupporre che è proprio allontando il tappeto dal popolo, trasformandolo in un prodotto di elite, stravolgendolo nel suo intimo significato di oggetto d'uso: arte di popolo per il popolo, che si produrrà invece un ulteriore passo in avanti nella sua definitiva scomparsa. Ma queste sono solo delle mie considerazioni.


Qualche settimana fa un grossista di Teheran mi aggiornava sui Tabriz, dicendo che ormai in Iran i prezzi erano saliti e sarebbero saliti ancora. Io gli dissi: "certo, certo, saranno anche aumentati, ma ne hai venduti tanti? Oppure li hai ancora tutti lì in magazzino?" un attimo di riflessione e poi la sconcertante ammissione "si è vero, purtroppo non ne ho ancora venduto uno".
Amen.

Alberto De Reviziis
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