Abrash

Sono le incostanze dei colori che si trovano in alcuni tappeti. Particolarità di cui ci si accorge solitamente solo dopo la fase del lavaggio del tappeto.

In realtà non è la conseguenza di un lavaggio non corretto, la causa è riconducibile alla colorazione delle lane. I coloranti naturali non hanno la costanza di quelli sintetici, e considerando che le tribù nomadi usano maggiormente coloranti naturali, che si spostano frequentemente cambiando acqua e temperatura (fattori che incidono nella costanza di un colore), che non fanno scorte di lane precolorate, si possono imbattere in questi inconvenienti.

Questo fattore se da alcuni tessitori è considerato un difetto, dai commercianti e acquirenti a volte è considerato un valore aggiunto, essendo dimostrazione della manifattura nomade, colori vegetali, fattori che arricchiscono il fascino di possedere un tappeto creato nelle tende di nomadi itineranti.

Gli Abrash si possono trovare anche su tappeti tessuti in laboratori artigianali, riconducibili sempre alla tintura delle materie adoperate. Comunque non si considerano difetti, il concetto della perfezione è in contrasto con la manifattura, è l'imperfezione che rende ogni manufatto un pezzo unico.
spaziatore

I Formati

Alcuni dei più comuni formati di tappeti persiani vengono chiamati:

Nome Formato
Padarì circa 60X80 cm, 60X90 cm
Patakhtì circa 60X80 cm, 60X90 cm
Poshtì circa 60X80 cm, 60X90 cm
Zar Ciarak circa 80X130 cm
Zaro Nim 100X150 cm e formati simili
Saggiadé o Dozar circa 140X220 cm, 140X200 cm
Pardé circa 150X250 cm, 280X170 cm
Ghalì 200X300, 250X350, 300X400, 350X450, 400X500, 450X600 cm (circa)

Stupendi capolavori, annodati nelle città di Nain, Esfahan, Qom, ma i più spettacolari sono i Tabriz.

Sono tappeti da appendere al muro, magari incorniciati (senza vetro), che non hanno nulla da invidiare ai grandi dipinti.



1 | 2 | 3 | 4 | Successiva >>