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Storia del Tappeto Persiano
Il tappeto persiano ha una storia millenaria, ma è dal XIX secolo che la Persia vede l'espansione e la fioritura dell'industria tessile, particolarmente nelle aree urbane, dove si registrò un autentico boom produttivo. A promuovere la produzione dei tappeti fu in prima istanza la borghesia rurale persiana, proprietaria sia delle greggi che producevano la lana necessaria all'annodatura, sia dei fondi agricoli in cui reperire la manodopera specializzata.I latifondisti locali, abituati da decenni a investire nell'industria tessile per il proprio consumo, intuirono le potenzialità della produzione dei tappeti e incominciarono a investire i loro capitali nella razionalizzazione e organizzazione di una produzione destinata all'esportazione. Iniziative analoghe furono assunte dalle imprese mercantili persiane, che trovavano nella nuova borghesia locale un ideale sbocco per i propri prodotti.
Fin dall'inizio del secolo la raffinatezza e il conseguente successo dei tappeti persiani iniziarono a richiamare verso le città manifatturiere anche le più note compagnie commerciali estere dell'epoca, quelle legate al mercato degli Stati Uniti e quelle inglesi, tedesche e svizzere, che aprirono sedi in tutte le principali città della Persia. La loro incessante richiesta di esemplari destinati all'esportazione costituì un nuovo incentivo per la produzione tessile, che, tra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento, si sviluppò enormemente.
La produzione si concentrò nelle città in cui funzionavano grandi manifatture e atelier che venivano organizzati dalle compagnie mercantili, e da qui si diffuse nelle campagne, dove era reperibile manodopera poco costosa, specialmente femminile.


